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TRA PRAGMATISMO E LUNGIMIRANZA

Nell’ultimo incontro dell’iniziativa “Informarsi insieme” del 26 febbraio si è discusso di giovani e politica con Alessandro Rosina, che ci ha condotti nella riflessione sulla condizione dei giovani in Italia, illustrandoci le proposte principali dei partiti in vista delle imminenti elezioni.

I giovani sono senza alcun dubbio la base per il benessere futuro di una nazione, e dal momento che l’Italia ne ha davvero pochi (risulta addirittura ultima tra i paesi europei quanto a popolazione under 30), dovrebbe investire sulla loro formazione, fornendo gli strumenti giusti per affrontare cambiamenti veloci e radicali. È necessario che lo Stato ne preveda i risvolti e faccia da ponte tra le generazioni, ognuna unica e diversa, sfruttando al meglio le potenzialità di ciascuna e non permettendo ai rischi derivanti dai cambiamenti di incontrarsi con le loro fragilità.

Nonostante i giovani italiani abbiano gli stessi progetti per il futuro di tutti gli altri i giovani europei, hanno meno opportunità di realizzarli; dagli studi statistici illustrati durante l’incontro è risultato subito evidente come la percentuale di occupazione giovanile in Italia sia di gran lunga inferiore a quella di altre città d’Europa, il che costringe i ragazzi a dipendere a lungo economicamente dai propri genitori.

Tutti i partiti hanno riconosciuto l’importanza di questi temi e hanno sollevato numerose proposte in ambito sia scolastico che lavorativo. Per quanto riguarda l’istruzione, le iniziative comuni si rivolgono a: investimenti per migliorare l’edilizia scolastica e la ricerca universitaria, la lotta alla dispersione e all’abbandono degli studi, il potenziamento degli istituti tecnici e il sostegno della mobilità in Europa. Alcune delle proposte più innovative provengono da Lega Nord che propone il ripensamento dei cicli scolastici, +Europa che vuole puntare alla verificabilità dell’efficacia delle competenze apprese durante il percorso formativo e Forza Italia che sostiene l’educazione all’imprenditoria nella scuola secondaria.

Per quanto riguarda il fronte lavorativo i punti su cui tutti convergono sono: il potenziamento dei servizi per l’impiego, l’introduzione di un salario minimo, il sostegno dell’imprenditoria giovanile attraverso le startup e la valorizzazione del patrimonio ambientale, artistico e culturale. Le novità: un reddito minimo di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle; lo sblocco del turnover con assunzione nella Pubblica Amministrazione da parte di Liberi e Uguali; la proposta di riduzione della disoccupazione generale con incentivi fiscali per assunzione dei giovani da parte di Forza Italia, e riduzione di quella giovanile sotto il 20% sostenuta dal PD, insieme all’investimento nell’Impresa 4.0.

Alcuni dati vanno però necessariamente riscontrati. Manca innanzitutto una visione d’insieme che proponga un modello organico di cambiamento per il paese. Peraltro molte delle innovazioni proposte imitano quelle di altri paesi europei senza domandarsi se siano adatte alla nostra attuale realtà. L’Italia dispone di molte risorse da poter impiegare per il suo benessere, ma sembra quasi dimenticarsene per omologarsi al resto dei Paesi. Lo Stato deve fornire ai giovani, attraverso l’istruzione scolastica e non solo, una formazione culturale completa e competenze tecniche (immediatamente spendibili nel mondo del lavoro) in modo da accrescere la capacità di guardare al futuro come ad una enorme opportunità per sé stessi e per la nazione intera.

In ultima istanza è d’obbligo una esortazione alla nostra coscienza critica, affinché il nostro ruolo di cittadini attivi non si esaurisca con il diritto/dovere al voto, ma perseveri nell’informazione e nella formazione per assicurarci che quelle riportate sopra non siano solo semplici promesse ma le basi per un cambiamento reale e tangibile.

a cura di Susanna Spezia e Lidia Margiotta

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