L’urgenza di essere: tra performance e umanità

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Siamo nell’era in cui, per essere considerati “qualcuno”, sembra necessario produrre risultati tangibili, emergere, dimostrare di essere qualitativamente migliori degli altri. Tutto ruota intorno a questa parola—qualità—che risuona ormai come un obiettivo imprescindibile. “Fare, fare, e ancora fare”, nella speranza di essere notati tra i tanti.

Eppure, dovremmo ricordare che i “tanti” di cui parliamo restano pur sempre persone e, nella maggior parte dei casi, ne facciamo anche parte.
Ognuno porta con sé una vita fatta di abitudini, imprevisti, fragilità e punti di forza. Perciò,
mentre coltiviamo l’ambizione di conseguire prestazioni eccellenti e posizioni prestigiose
—nel lavoro e non solo—non dimentichiamo quelle piccolezze (che, poi, piccole non sono)
che ci rendono umani.
Abbiamo il privilegio di sentire, provare, esperire: ciò che ci piace e ciò che non ci piace. Abbiamo, spesso e volentieri, la possibilità di scegliere. Ed è proprio per questo motivo che dovremmo impegnarci a conservare la nostra emotività e preservare la nostra vulnerabilità, in un mondo che ci vorrebbe sempre integri, reattivi e performanti.
Questo non significa sottrarsi alle richieste alle richieste che la realtà ci mette davanti: è giusto impegnarsi e stare al passo. Tuttavia, bisognerebbe fare ciò ricordando di “curare”, allo stesso tempo, la propria persona. Questo aspetto dovrebbe essere prioritario: ciò che siamo, infatti, non solo definisce in larga misura la nostra vita, ma anche tutti i rapporti che decidiamo di instaurare con l’altro.
Non si tratta di una semplice accortezza, ma di un vero e proprio impegno, quasi un dovere: la ricerca incessante del meglio, del conveniente, e dell’utile finisce spesso per sovrastare l’unicità di ciascuno, quella che invece andrebbe protetta con orgoglio.
Per questo, mi auguro che, nonostante l’avanzare rapido del progresso, ognuno di noi continui a mettere al primo posto sé stesso: ricercando la propria felicità e cercando soddisfazione in quelle passioni che ci illuminavano già da bambini.
Ognuno di noi possiede qualcosa che gli altri non hanno ed è esattamente questo che dovremmo portare avanti, qualunque cosa ci chiedano il mondo, il mercato o gli altri.


Marianum Blog