Il ritorno di Miranda Priestley nell’era digitale 

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Nel mese di aprile uscirà il tanto atteso sequel del film Il Diavolo Veste Prada, diventato un classico contemporaneo che ha lasciato un segno nel modo in cui il pubblico percepisce il mondo della moda. 

Il capolavoro del cinema del 2006, non ha soltanto segnato i sogni di moltissime ragazze, ma ha influito anche direttamente sul mondo della moda, rendendo visibile il dietro le quinte: sono uscite allo scoperto le gerarchie rigidissime che lo costituiscono ed i ritmi di lavoro estremi, per non parlare della pressione psicologica nel settore; andando così a demistificare l’industria multi miliardaria. Inoltre, ha rafforzato l’immagine pubblica delle riviste, rendendo chiaro quanto queste possano dettare le tendenze globali, influenzare designer e consumatori, andando a diventare un vero e proprio materiale di studio per chi studia moda.

Un ulteriore aspetto fondamentale riguarda il ruolo della moda come strumento di costruzione dell’identità personale. Nel corso del film, la trasformazione della protagonista Andy Sachs, non è solo estetica, ma riflette un cambiamento interiore, legato all’ambizione e al desiderio di affermarsi. Gli abiti diventano, quindi, un mezzo di comunicazione, in grado di esprimere il cambiamento di status, personalità e appartenenza ad un determinato ambiente sociale. Il tema risulta ancora più attuale oggi, dal momento in cui con i Social Media l’immagine e lo stile personale giocano un ruolo centrale nella definizione di sé.

La notizia di un continuo della storia è stata accolta con grande entusiasmo da fan, attori e registi, ma la 20th Century Studios sarà all’altezza di realizzare il secondo capitolo di un titolo così iconico?

Uno degli aspetti che suscitano maggiore curiosità è sicuramente il ritorno dei protagonisti in un contesto radicalmente diverso. Il mondo della moda si è infatti evoluto con grandissima rapidità negli ultimi anni e vedere in che modo il tema dell’ambizione femminile, punto focale del primo film, è stato adattato al mondo dei social media e della digitalizzazione sarà a dire poco interessante.

Nonostante ciò, non sono in pochi ad aver espresso la propria preoccupazione. Uno dei timori più diffusi è che il sequel faccia della nostalgia il suo punto di forza, sfruttando il coinvolgimento emotivo degli spettatori senza aggiungere un vero valore narrativo alla storia. Il dubbio è alimentato dal fatto che l’originale ha una conclusione ben definita e non suggerisce la necessità di un secondo film. Una delle critiche maggiori emerse sui Social media è l’eccessiva pubblicità riguardante questa nuova produzione. Infatti, su TikTok, Instagram e YouTube, sono già presenti scene del film o spoiler, che vanno a rovinare l’attesa ai fan.

Tuttavia, anche gli attori sono entusiasti della produzione del Diavolo Veste Prada 2, infatti la stessa Anne Hathaway, ha invitato gli spettatori ad indossare il loro miglior outfit al cinema, quasi come se dovessero essere giudicati da Miranda in persona.

Non ci resta che aspettare gli ultimi giorni del prossimo mese per confermare o smentire queste preoccupazioni, lasciando alla suspense il compito di tenerci sulle spine fino alla fine!


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