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Come Jo March, il nuovo film “Piccole donne” tra femminismo e comunione di ricordi generazionali

Piccole Donne è un film drammatico del 2019, scritto e diretto dalla regista Greta Gerwig, che nel 2017 aveva debuttato alla regiacon l’acclamato film Lady Bird.

Rappresenta il settimo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Louisa May Alcott, scrittrice statunitense, diventata nota nel 1868, in seguito alla pubblicazionedella prima parte della tetralogia di Piccole donne. Il racconto semi-autobiografico, destinato a diventare uno dei romanzi più letti e amati da ragazze e ragazzi, descrive con spiccato senso dell’umorismo e realismo episodi della sua stessa infanzia vissuticon le sue sorelle. Il secondo volume pubblicato nel 1869 con il titolo Little Women or, Meg, Jo, Beth and Amy ebbe un successo immediato anche in Europa, in particolare in Italia, Francia e Inghilterra. Ancora oggi, a distanza di più di un secolo esso è considerato un classico della letteratura per l’infanzia, consigliato da insegnanti e utilizzato da pedagogisti, in quanto avente cometemi principali la famiglia, la crescita e la trasformazione da adolescenti a persone adulte.

Il film si apre con la sagoma di Jo, la secondogenita della famiglia March, mentre ammira, emozionata e incredula dietro a un vetro, iprocessi di stampa che daranno alla luce il suo primo romanzo. Il grande desiderio di Jo è quello di trasformare la sua passione e il suo talento per la scrittura nel mezzo per emanciparsi e contribuire alle spese della sua famiglia numerosa. Grazie ai tanti flashbacksche prenderanno vita già dalla seconda scena, gli spettatori rivivranno il passato della famiglia March, e soprattutto potranno conoscere la forza, il coraggio e la determinazione delle sue donne. La Guerra di Secessione americana ha costretto ilcapofamiglia, il signor March, ad abbandonare i suoi affetti piùcari per onorare la patria. Emergono quindi prepotentemente la grinta e il carisma della signora March, moglie e madre, che ha dovuto imparare ad essere combattiva per le figlie, per assicurare loro un’educazione impeccabile e renderle pronte agli ostacoli e alle sfide che la vita riserva. Il romanzo della Alcott e il film della Gerwig sono, inoltre, un elogio all’arte nelle sue diverse declinazioni, dalla scrittura personificata da Jo, alla pittura rappresentata da Amy, dal ballo e la recitazione simboleggiate da Meg, fino alla musica magistralmente incarnata da Beth.

Nella seconda parte dell’adattamento cinematografico, doveavviene il passaggio dall’infanzia all’età adulta, le sorelle Marchhanno imparato il valore e il significato dell’amore, che non è piùsolamente quello fraterno. Assumono centralità il tema del matrimonio e le differenti visioni di questo sacramento. Per Meg, la sorella maggiore, il matrimonio è il coronamento dell’amore, il simbolo della felicità di una donna; per Jo, invece, che si distingueper la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, il matrimonio è una prigione, un ostacolo alla propria autonomia e al proprio successo. Determinata e testarda, Jo è una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile del tempo. Per la secondogenita, una donna non può e non deve considerarsi pienamente soddisfatta nell’unico momento del matrimonio, ma piuttosto quando è in grado di trasformare le proprie passioni e il proprio talento in qualcosa di concreto e apprezzabile dagli altri. La giovane è, pertanto, pronta a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, e spronerà le sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole imprigionate in un matrimonio di convenienza, che le riduce ad essere solo mogli e madri.

È anche per questo motivo che Jo sarà la prima a decidere di partire. Il viaggio è una straordinaria opportunità per aprire i propri orizzonti, incontrare persone nuove, avere occasioni stimolanti, migliorare le proprie capacità, visitare posti incantevoli come le città europee e, infine, ritornare nel proprio luogo d’origine con un bagaglio culturale sicuramente arricchito.Nell’intuire i molteplici vantaggi della partenza, Jo è indubbiamente all’avanguardia, tanto da essere consideratapaladina dell’idea di libertà e di orgoglio femminile. Sono proprio i consigli e gli insegnamenti di Jo, più matura delle ragazze dellasua età e più avanti rispetto ai tempi in cui è vissuta, che spingonoMeg, Amy e Beth a intraprendere quel cammino che porteràognuna di loro alla completa soddisfazione personale e alla felicitàdesiderata.

I temi trattati, l’importanza data a sentimenti, emozioni e stati d’animo rendono Piccole Donne un film e un romanzo attuale. Ancora oggi tutte dovremmo trovare il coraggio di essere come Jo: libere, indipendenti, autonome e pronte a lottare per concretizzare i nostri sogni. La dimostrazione che le donne, piccole o grandi che siano, possono superare anche ciò che sembra insormontabile, ci viene data proprio da May Alcott, che è riuscita a imporsi come scrittrice in un’epoca maschilista e, da Greta Gerwig, che ha avuto la possibilità di portare la sua sensibilità, il suo vissuto e il suo talento da regista e attrice in un film appassionante come Piccole Donne. In ogni scena girata, la Gerwig dà una propria versione di Piccole Donne, con un taglio preciso che mette in risalto gli ostacoli sul cammino dell’autonomia femminile. La regista, dedita al tema dell’emancipazione, si concentra, appunto, sul personaggio di Jo, alter ego di May Alcott. Per dare un elemento di originalità, destruttura la costruzione lineare del romanzo e, come già anticipato, procede per balzi temporali, spesso senza riuscire a far collimare la narrazione in modo fluido e coerente. Nonostante queste critiche, il film ha ricevuto sei candidature ai Premi Oscar 2020.

Un tocco in più viene assolutamente donato da un cast straordinario costellato di grandi nomi che non passano di certoinosservati, come quello di Meryl Streep, che interpreta la fredda e cinica Zia March e di Laura Dern con il ruolo di Marmee March,la madre delle sorelle. Non meno conosciuti sono i nomi delle quattro protagoniste: Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e (Florence Pugh) Amy. La Gerwig si èinoltre avvalsa di collaboratori di spicco a tutti i livelli della produzione, dalla fotografia alla colonna sonora, fino alla realizzazione dei costumi, tutti ugualmente noti per aver ricevuto premi Oscar negli anni passati.

Piccole Donne è un film per tutti, estremamente contemporaneo, e capace di mostrare i lati meravigliosi della fratellanza, senzanascondere le difficoltà che spesso possono portare una famiglia a vivere periodi di sconforto e angoscia. È proprio in questi momenti che emerge il grande valore dell’amore, simbolo della luce ritrovata anche in fondo al tunnel più buio. Infine, si può certamente affermare che chiunque abbia una o più sorelle, si riconoscerà nel legame che unisce Meg, Jo, Amy e Beth.

A cura di Chiara Licata

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