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Sconfiggi le tue insicurezze e riporta la pace a Jumanji

Jumanji: The Next Level, uscito al cinema questo Natale, è il capitolo successivo di Jumanji: Benvenuto nella giungla, a sua volta sequel dello storico film del 1995. Torna, così, sul grande schermo il gioco più folle, pericoloso e avventuroso di sempre, ancora una volta in versione videogioco, come già era accaduto per il film del 2017.
Spencer, protagonista indiscusso, dopo l’avventura all’interno di Jumanji, ha concluso le scuole superiori e si è trasferito a New York per frequentare l’università. L’essere tornato in possesso del proprio corpo, perdendo il fascino, l’astuzia e la forza che caratterizzavano il suo avatar all’interno del gioco, lo ha reso nuovamente insicuro delle proprie capacità, portandolo ad allontanarsi dai propri amici e dalla propria ragazza. Tornato a casa per le vacanze, durante una notte insonne decide di riaccendere la console e catapultarsi nuovamente all’interno di Jumanji. Alla notizia della scomparsa di Spencer gli amici non esitano un attimo a rientrare nel gioco per salvarlo, ma la vecchia console fa materializzare a Jumanji anche il nonno di Spencer e un suo vecchio socio in affari. Riusciranno a completare la missione e a tornare nel mondo reale?

Nonostante lo scambio di corpi produca un inevitabile effetto comico, questo espediente narrativo permette anche di trattare con leggerezza temi sensibili, quali il sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e la capacità di accettare e affrontare la vecchiaia.

Spencer vive in prima persona un dramma di cui molti adolescenti e giovani adulti fanno esperienza, ovvero l’incapacità di accettare la propria fisicità, non considerata all’altezza dei modelli utopici e stereotipati di bellezza. Nelle vesti del Dottor Braveston, interpretato da Dwayne Johnson (meglio conosciuto come The Rock) Spencer si sente capace di ogni cosa, sicuro e invincibile. A differenza del capitolo precedente però, una volta all’interno di Jumanji non si incarna più nel personaggio del Dottor Bravestone, bensì nel corpo di un’astuta donna asiatica. Ciò lo porterà a comprendere che ogni fisicità e personalità è caratterizzata da punti di forza e punti di debolezza e che ciò che fa di lui la persona che è, nel gioco come nella vita reale, sono la sua tenacia e sensibilità che non dipendono in alcun modo dalle sembianze che il suo corpo assume, ma dal suo cuore e dalla sua mente.

I personaggi di Eddie, nonno di Spencer, e Milo, suo ex socio in affari, permettono invece di affrontare il tema della vecchiaia, di consueto considerata un momento cupo dell’esistenza, e di rivalutarla invece come un momento cruciale in cui è possibile diventare spettatori delle scelte compiute e dell’amore seminato, assistendo finalmente al frutto del proprio vissuto.

Un film a primo impatto ironico e leggero, ma che lascia allo spettatore importanti input di riflessione, portandolo ad affrontare nuclei tematici profondi senza note amare, ma con il sorriso.

A cura di Rachele Viani

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