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Chi legge? Viaggio fra cultura e folclore nell’Italia degli anni Sessanta

A partire dal novembre 1960, andò in onda la storica inchiesta “Chi legge? Viaggio lungo il Tirreno, condotta dallo scrittore e regista Mario Soldati. Durante gli otto episodi, il presentatore ripercorse a ritroso, cent’anni dopo, l’itinerario della Spedizione che “fece l’Italia”, da Marsala a Quarto, intervistando persone e personaggi noti dell’epoca e dando vita a una potente narrazione linguistica e visiva, capace di far perdere lo spettatore fra illusione filmica e realtà. L’intento del regista è chiaro: il viaggio diviene metafora della conoscenza; “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” attraverso la lettura, i libri e la letteratura, unici elementi in grado di cementificare un Paese ancora, al tempo, privo di un patrimonio culturale condiviso. L’inchiesta lascia emergere una nazione linguisticamente frammentata, dialettofona, analfabeta, devota alle tradizioni della regione di appartenenza; tuttavia, la domanda “Chi legge?”, che dovrebbe ispirare e animare l’intera indagine, spesso svanisce per lasciare spazio alla descrizione di scene di vita dall’eccezionale valore antropologico, narrate da Soldati con la spontaneità che contraddistingue il suo modo di rapportarsi alle varie personalità che incontra.

Gli Scogli delle Sirene

Dopo le prime due puntate, ambientate fra la Sicilia e la Calabria, il terzo episodio si apre con le riprese della carovana della RAI, leitmotiv e unico punto fermo di tutta l’opera televisiva. Sin dalle prime inquadrature, notiamo come questo episodio sia differente dai precedenti: “Chi legge? Viaggio lungo il Tirreno” è un prodotto mediale che congloba vari generi, dall’inchiesta, al racconto, alle impressioni di viaggio. Una complessità di classificazione foriera di incredibile bellezza.

Nelle scene seguenti, ambientate in una fabbrica tessile, il regista ha modo di intervistare due giovani, un ragazzo, prima analfabeta, che di essere felice di aver imparato a leggere e scrivere, e una ragazza di quindici anni, la quale confida a Soldati di non desiderare un fidanzato che non sia alfabetizzato. Magistrale è la struttura ideata per la trasmissione del messaggio: il susseguirsi delle ambientazionisimboleggia un momento fondamentale nella storia italiana,ossia il passaggio dal lavoro in campagna al lavoro in fabbrica. L‘industria emancipa il lavoratore che, grazie a un orario lavorativo stabilito, ha la possibilità di gestire il proprio tempo libero, da utilizzare per coltivare le proprie passioni e per intraprendere un percorso di crescita e arricchimento personale attraverso la cultura e la lettura.

Il viaggio prosegue, costeggiando il castello di Castrocucco, davanti al quale Soldati cita alcuni versi di Machadotutto passa e tutto finisce e anche il nostro è un passare, passare scrivendo sentieri, sentieri in mezzo al mare – per poi leggere l’Eneide, in barca, sul magnifico sfondo di Capo Palinuro, sfoggiando quel narcisismo che consacra la grandezza della sua personalità, messa a servizio dell’inchiesta, divenendo egli stesso personaggio attivo dell’opera.

Il percorso continua sino a Napoli, custode dei sepolcri diVirgilio e Leopardi. Le tombe, rese inaccessibili a causa delle cave di tufo, simboleggiano il disinteresse del “pulviscolo umano” per la vita dei poeti, spingendo il regista a riflettere sull’utilità della poesia e degli scrittori. La risposta arriverà soltanto in seguito, davanti ai cipressi di Carducci: l’uomo si sente perso dinnanzi alla vastità del creato e il compito del poeta è quello di plasmare la realtà e di guidare l’uomo.

Chi legge? Viaggio lungo il Tirreno” è un documento che deve essere analizzato attraverso diverse chiavi di lettura. Il regista gioca con il linguaggio cinematografico costituito da immagini, musica, parole e silenzi. Ogni inquadratura, di grande spessore semantico ed espressivo, vuole trasmettere qualcosa, ogni immagine parla allo spettatore grazie alla sua sapiente costruzione, ogni scena è a servizio dell’economia dell’inchiesta la quale, in assenza di intermezzi, si rivelerebbe un coagulo di domande dall’effetto neorealistico. Attraverso la sua opera, Soldati ha lasciato in eredità un sublime ritratto del popolo italiano, fra cultura, letteratura, tradizione e paesaggi straordinari, andando oltre gli stilemi del genere documentaristico e confermandosi, anche dopo sessant’anni, un eccezionale regista, uomo di cultura e conoscitore del genere umano.

LINK ALL’INCHIESTA https://www.raiplay.it/programmi/chileggeviaggiolungoiltirreno

LINK ALLA PUNTATA “Gli scogli delle sirene” https://www.raiplay.it/video/2018/05/Chi-legge-Viaggio-lungo-il-Tirreno—Puntata-3-641e2c62-5bcc-4d23-8f91-037cf97996e6.html

A cura di Sara D’Annibale

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