Collegio e università,  Per riflettere

Attendere, voce del verbo Amare

Dicembre, probabilmente, è il mese più denso dell’anno: la frenesia della quotidianità raggiunge il suo apice tra scadenze da rispettare, esami da sostenere, feste da organizzare.

Ci siamo mai, però, soffermati a pensare che, tra acquisti folli, cucine sottosopra e strade bloccate dal traffico, dicembre è un mese di attesa? Trascorriamo le nostre giornate aspettando autobus, persone, messaggi, notizie, risultati; attendiamo sempre e continuamente, ma l’attesa del Natale è l’Attesa, con la A maiuscola.

Il suo significato cristiano, che ricorda quello che è stato, per un popolo, l’arrivo del Messia e, per una madre e un padre, di un figlio, si rinnova in un’attesa che diventa amore e tempo per sé e, soprattutto, per gli altri.

È il tempo di chi cerca disperatamente di soddisfare i desideri di amici e parenti, di chi incarta pacchi e scatoline, di chi aspetta un pensiero; è il tempo impiegato da una madre per riservare l’accoglienza migliore al figlio che torna da lontano, il conto alla rovescia di un giovane in vista del rientro, l’impazienza dei bambini per l’arrivo di Babbo Natale.

È qualcosa di magico, soprattutto in un momento storico in cui l’intensità della sorpresa è stemperata dai pandori e dai panettoni che fanno capolino tra gli scaffali dei supermercati sin dai primi giorni di novembre e dalle strade delle città che, con largo anticipo, sono impreziosite da luci e addobbi di tutti i tipi.

L’attesa, tuttavia, si trasforma anche in domande che, alla fine di un altro anno, affollano la mente.

Si riflette, ancora, su cosa si è seminato e ci si chiede cosa si raccoglierà, con il cuore colmo di Speranza.

“Speranza e paura – però – sono i due ingredienti inestricabilmente fusi in quel sentimento che chiamiamo più comunemente Nostalgia scrive Alessandro D’Avenia.

Nostalgia del passato, bello o brutto che sia, al quale vorremmo restare ancorati invece di guardare l’ignoto che ci aspetta. Una Nostalgia che solo il nostro coraggio può trasformare in Fiducia in noi stessi, artefici e pittori del dipinto dell’anno che verrà: possiamo sceglierne noi i colori e le forme per far sì che “il panorama dall’altra parte sia spettacolare”.

E, allora, che quest’attesa ci travolga, e che i nostri occhi siano sempre pieni di stupore. Buon Natale e buon anno!

A cura di Annalisa Gurrieri

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